Il primo capitolo è stato scritto… (to be continued)

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Un mese fa eravamo in aeroporto a Londra aspettando la chiamata di un volo con destinazione Buenos Aires. I bagagli, così come i nostri pensieri, erano confusi, ricchi di speranze di contenere tutto il necessario per affrontare un viaggio di questo tipo. L’attrezzatura era il frutto di ricerche in internet, ma anche lei improvvisata; in molti ci credevano ciclisti abituali, ma in realtà quello che volevamo era proprio vivere un qualcosa di nuovo, un’esperienza da cui in principio non potessimo esattamente sapere cosa aspettarci. L’idea di mettersi in gioco, di affrontare un qualcosa che agli occhi di molti sembrava utopico o difficilmente realizzabile. Ma la motivazione non la cercavamo nel dimostrare agli altri, bensì a noi stessi. Le prime settimane ci hanno sicuramente messo in difficoltà, hanno sollevato pesanti dubbi nelle nostre menti, il soffio del forte vento le obbligava a concentrarsi sul presente, liberandole da preoccupazioni lontane. Appena se ne andava, vi lasciava lo spazio per riflettere, restava la possibilità di realizzare quanto fatto, di capire che ogni volta se ne usciva rafforzati, pronti ad affrontare nuove situazioni con un bagaglio in più.
Le prime due settimane ci sembravano interminabili, dense di così tanti attimi che apparivano nuovi ai nostri occhi da eguagliare mesi e mesi precedentemente vissuti. Ora iniziamo ad abituarci: il pedalare, il dormire in tenda cercando accampamenti improvvisati, il nutrirci con quanto resta nelle borse in attesa del prossimo paesino col suo supermercato…tutto inizia ad apparirci normale. Il tempo ha ripreso a trascorrere ad una velocità più “normale”. Iniziamo a lasciarci alle spalle posti che fino a poco tempo fa ci apparivano come sogni così lontani, ora fanno parte del nostro passato. Ma tanti altri ci attendono, tante altre immagini che per ora sono solo cartoline devono essere vissute, attraversate, conquistate. I primi mille chilometri sono abbondantemente superati, ma questo rappresenta solo il primo capitolo del nostro progetto. Ne restano ancora molti, tante pagine bianche da scrivere e sono solo due biciclette che possono essere usate come matite per riempirle. E la cosa ci fa piacere, iniziamo a prenderci gusto nel pedalare. Il passare lento dei luoghi, il vivere lo spostamento e doversi sudare l’arrivo. Non ci resteranno solo alcune immagini del Torres del Paine o del Perito Moreno. Quello che più di ogni altra cosa ci cambierà sarà quanto vissuto nel mezzo, i momenti condivisi con altra gente, altri ciclisti spinti da voglie e desideri che per alcuni tratti si legano ai nostri.
Al momento questo ruolo ci appaga, ci fa piacere sentire i commenti di tante persone care che ci seguono e ci sostengono, che ci sono vicine, che, se anche qui non presenti, viaggiano e sognano con noi.
Questo affetto ci fa sentire “casa” meno lontana e ci permette di affrontare in modo più rilassato le numerose difficoltà che questo posto, tanto inospitale quanto affascinante, ci riserva con regolarità.

One thought on “Il primo capitolo è stato scritto… (to be continued)

  1. Ciao Alberto, bello leggere queste tue riflessioni di viaggio e scoprire che sono sensazioni comuni, dettate dalle meravigliose emozioni che il viaggio in bici regala.
    Complimenti a voi per i km percorsi e per quelli che verranno!
    “La Bicicletta è l’unico atto di misericordia della meccanica nei confronti dell’uomo”.
    Buone pedalate, ciao!!! Silvano.

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