Atto secondo…il viaggio continua…

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Due mesi di viaggio sono entrati a far parte del nostro passato. Che segni hanno lasciato? Tantissimi, penso che i nipotini un giorno se avranno pazienza potranno farsi raccontare molte storie. Al ritorno la domanda più difficile che ci verrà rivolta sarà: “Allora, com’è andato il viaggio?” Che cosa si potrebbe rispondere? Da dove cominciare? Già ora facciamo fatica a rimembrare tutto quello che ci è accaduto. Dobbiamo usufruire dell’aiuto di foto, pagine di appunti, e anche grazie a questi ausili non arriviamo comunque a stilare un quadro completo. I posti, le condizioni in cui sono vissuti, le persone incontrate per alcuni tratti di percorso e quelle che solo per alcuni istanti hanno attraversato la nostra strada incrociando brevemente il loro destino col nostro.
Le foto mettono in risalto i momenti più belli, regalano “cartoline” a chi ci segue da casa. Fanno risaltare i momenti migliori che ci danno la forza per affrontare le difficoltà che incombono su di noi “dietro le quinte”. Ma continuiamo a pedalare verso Nord quindi ostacoli invalicabili non ci si sono ancora posti, continuiamo a risalire paralleli e questo ci fa notare che in ogni caso si avanza. Se si guarda indietro, se si scruta la cartina per osservare il percorso compiuto, non appaiono più nomi di paesi o cittadine, ora li associamo a momenti.
Non so come troveranno “i due ciclisti” le persone che ci rincontreranno una volta che saremo di ritorno a casa. Noi stessi facciamo fatica a pensare come avremmo potuto reagire di fronte a certe situazioni solamente un paio di mesi fa. Il concetto di “normalità” lo vediamo mutare continuamente quasi a perdersi completamente sopravanzato da quello di “variabilità del momento”. Proprio questo ci fa rendere conto che siamo bombardati da esperienze diverse, l’attenzione è continua in quanto si fronteggiano situazioni che almeno una minima caratteristica nuova la presentano. Il bagaglio che ci portiamo dietro inizia ad essere davvero pesante, temiamo che la British Airways ci faccia pagare un sovrapprezzo nel volo di ritorno.
Gli stessi incontri e le parole scambiate stanno mutando il percorso: percorriamo strade prima non considerate, visitiamo posti di cui pochi giorni prima ignoravamo l’esistenza; la stessa destinazione finale si sta spostando più a Nord per permettere di soddisfare la nostra sete di vivere esperienze ancora più varie, dopo la Bolivia ora puntiamo a percorrere Perù, Ecuador e Colombia, rispettando in linea di massima la tempistica inizialmente prevista.
Limiti di budget e di tempo ci condizionano, ma, muovendoci all’interno di questi, cerchiamo di sognare e di far viaggiare la mente più in alto possibile.

5 thoughts on “Atto secondo…il viaggio continua…

  1. Bella Ste!!! Non posso nemmeno immaginare le emozioni che stai provando in questo lungo viaggio dove la destinazione non ha importanza. Vedo le foto e immagino i percorsi con le newsletter e non mi resta altro che augurarti buona continuazione per il tuo viaggio!

    P.S. Se non fossi collegato con le news Italiane una settimana fa l’Italia era senza governo, senza capo della polizia e senza Papa. Adesso il nuovo Papa è Argentino, per il resto non cambia mai nulla..

    Un abbraccio!

  2. Incredibile….vi stimo moltissimo e vi auguro di portare sempre più avanti questo viaggio! massima stima ragazzi, ormai la destinazione “fisica” finale non ha importanza. buon proseguimento!

  3. Bravi ragazzi! Noi vi continuiamo a seguire da qui =)
    Stefano: proprio oggi ho fatto un colloquio ed il mio interlocutore era cileno. Sara’ destino, ho pensato. E poi mi sei venuto in mente tu.
    Ciao!

  4. A volte penso (perchè la mia passione mi porta a farlo) che quando tornerete a casa e vi chiederanno di raccontare tutto in una serata, magari in una di quelle del CAI, sarà impossibile.
    Impossibile montare un video, impossibile far vedere il 50% delle foto, impossibile raccontare in due ore i vostri mesi di aneddoti e circostanze che solo voi vi porterete dentro. Quella vostra è l’avventura per cui vale la pena vivere davvero.
    Grandi Raga.

  5. Be’ immagino che le emozioni che state provando rimarranno impresse indelebili nel vostro corpo, nei segni del vostro viso… Nei vostri gesti… Forse la vostra memoria corporea vi potrà aiutare ulteriormente a segnare il vostro percorso fisico e mentale…
    Alberto ti mando un abbraccio

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