21. Uyuni – Potosi – Sucre – Oruro

Se c’è qualcosa che questo viaggio ci ha fatto maturare è l’odio per il vento…non importa in che direzione noi stiamo pedalando, non riusciamo mai ad averlo a favore! E anche una tempesta ha deciso una sera di venire a bussare alla nostra tenda.
Se non bastassero i fattori atmosferici, abbiamo dovuto fronteggiare anche una manifestazione che ha chiuso 2,6 km di strada dopo Uyuni per rivendicare la costruzione di un Terminal per i bus.
Non ultime delle scene che avrebbero fatto rabbrividire Indiana Jones: durante una visita alle miniere di argento di Potosi (dove le norme di sicurezza non esistono) rischiavamo di rimanere bloccati in un tunnel, dopo che dieci cariche di dinamite sono esplose a poche decine di metri da noi e rocce iniziavano a crollare per la scossa. I minatori ci hanno detto di non preoccuparci che il giorno dopo avrebbero messo in sicurezza le travi: per il momento bastava correre il più veloci possibile. 15.000 persone che lavorano in questa “montagna della morte”, dove la speranza di vita lavorativa è di 15 anni e l’unica motivazione che fa sopportare questo inferno è di portare a casa qualche soldo per sostenere la propria famiglia. Grazie a questo sfruttamento le più grandi compagnie minerarie svizzere e canadesi possono distribuire bonus con molti zeri ai propri dipendenti (che “rischiano la vita” dietro una comoda scrivania) e chiamare Madonna e gli U2 alle proprie feste di Natale.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s